L’estate è finita e noi siamo già pronti per organizzare le ferie. In un primo momento volevo andare in Grecia: il servizio di Panorama sul potere d’acquisto dell’Europa-bene in Grecia in un periodo di intensificazione delle difficoltà economiche mi ha rinviato in breve tempo alla prospettiva del suicidio.

Argomento di cui abbiamo ampiamente dibattuto in tempi sospetti (non esistono tempi non sospetti): il mare è il miglior luogo in cui potersi suicidare, e la Grecia obiettivamente ha un mare molto bello. La Grecia, inoltre, è un paese sotto i riflettori di tutta la cricca post-Bolognina che spera di lavarsi la coscienza sostenendo un partito vagamente socialdemocratico (lì) e garantendo compensi milionari a Barbara Spinelli (qui). L’altra Europa con Tsipras, ecco che hanno fatto qui in Italia alle elezioni europee: mai titolo fu più azzeccato ragazzi miei! Neanche sei mesi di governo di Syiriza e bisogna decidere con un referendum se rimanere in Questa Europa o andarsene a fanculo fuori da Questa Europa. Alternative: Questa Europa con Tsipras o Questa Europa senza Tsipras. La riformabilità dell’Europa è un concetto vuoto, come tutti gli altri concetti vuoti emersi nella Storia dalla Bolognina in poi:

1. Il progressismo senza Partito Comunista
2. Walter Veltroni (la cui incarnazione in uomo è solo una grande allegoria)
3. la vita
4. Jovanotti
5. il rock alternativo
6. (include, in effetti, il 4 e il 5) la musica

[Dell’Altra Europa con Tsipras avevo già detto questo:  votare la lista Tsipras è come portare le pastarelle a un diabetico per fargli piacere]
Per cui in Grecia non ci vado. Il posto migliore per suicidarsi è sempre qui, nel mondo della Sinistra italiana. Un posto dove ti suicidi anche se non vuoi. Un posto dove commemori quotidianamente, con un’attività politica strutturalmente destinata al fallimento, il più grande suicidio della storia della Repubblica.

Volevo parlare del mio problema al mio psicoterapeuta, ma sarebbe stato inutile, perché lui mi avrebbe dato dell’intellettuale di sinistra fallito – al che avrei risposto che il pacchetto è unico e inscindibile – e mi avrebbe prescritto del Dropaxin – o, in alternativa, di iscrivermi in piscina. Così ho chiamato Loveline.

Mi ha risposto Gianni Cuperlo. Io sono quasi sicuro che fosse lui anche se non posso dimostrarlo. Non ho capito cosa ha detto, in sostanza ha lasciato intendere che era perfettamente d’accordo con me ma…poi è caduta la linea. Ho richiamato, era sempre lui al telefono, mi ha detto che in effetti avevo ragione ma…niente, è caduta la linea un’altra volta.

Alla fine per curarmi ho aperto una startup con i fondi europei (Tsipras suca) e l’ho mandata fallita dopo tre mesi perché fondamentalmente non sono capace a fare un cazzo, ho licenziato tutti i dipendenti e niente, pazienza. In compenso sono entrato nel Rotary Club e lì ho trovato una vera nuova Famiglia.

Sto meglio.

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