Ho ritrovato la bicicletta.

Appizzando l’occhio ogni giorno per strada, come un maniaco, squadrando biciclette e ciclisti in ogni occasione. Alla fine ce l’ho fatta, l’ho riconosciuta fra mille. Liberata. Libera. Di nuovo con me. Ringrazio il professor Basaglia per avermi evitato l’internamento in un centro di recupero a causa della mia ossessione nel fissare ogni bicicletta mi capitasse sotto tiro. Mi scuso, inoltre, per averlo maledetto ad ogni ascolto di canzoni di Jovanotti.

Prima di tornare a raccontare la storia della mia bicicletta – che, giuro. è davvero molto avvincente – vorrei introdurre un breve excursus sul professor Basaglia, perché ritengo sia stato un personaggio molto interessante nella storia della Sinistra della Prima Repubblica. Una Sinistra di cui, come ebbi a dire tempo fa, non resta nient’altro che la Bolognina e Jovanotti.

Il professor Basaglia, oltre che illustre intellettuale, encomiato psichiatra e pensatore post-moderno con un’area di interesse che unisce brillantemente esistenzialismo, psicoanalisi, fenomenologia, post-strutturalismo – in sostanza: Satana – era sposato con la signora Franca Ongaro, la quale è bene che sia ricordata per la sua esperienza parlamentare con quel movimento politico che si conosce ancora oggi con il nome di Sinistra Indipendente. La Sinistra Indipendente era un gruppo composto per lo più di intellettuali, entrati in politica al fianco del Partito Comunista Italiano, ma senza aderirvi formalmente, così che potessero evitare il disciplinamento a cui ogni militante – ringraziando la Madonna – è destinato. Un intellettuale [termine che in gergo più colloquiale e meno giornalistico può essere reso da «stronzo», anche se alcuni traduttori preferiscono risolvere con «testa di cazzo»] non può in nessun modo sottoporsi alla disciplina del Partito, perché lui/lei (ma solo lui/lei) pensa liberamente con la propria testa.

In sostanza, questa famosa Sinistra Indipendente può a ragione essere definita una roba da pazzi. [Perlomeno nella misura in cui, in un mondo non post-strutturalista, un essere umano è ancora contraddistinto dalla razionalità, vive ricercando la Verità e abbozza sistemi, più o meno efficaci e sempre emendabili, di comprensione del mondo. Insomma un mondo normale.] Ragione per la quale, incredibilmente, il professor Basaglia si industriò anzitutto in vista di una autotutela, contribuendo in maniera decisiva alla ridefinizione della malattia mentale e ottenendo un rinnovamento generale delle procedure psichiatriche nonché la chiusura dei manicomi. Se non si fosse battuto duramente per la chiusura dei manicomi, ci avrebbe ritrovato dentro tutto il gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente, moglie compresa. [Per chi non si fosse convinto del grado di follia che caratterizzava un movimento politico di collaboratori non iscritti del Partito Comunista come la Sinistra Indipendente: ne faceva parte anche Gino Paoli].

Franco Basaglia fu dunque un meraviglioso esempio di devozione alla famiglia e dell’amore coniugale incondizionato. Il Signore lo protegga per l’eternità.

Insomma me la ritrovo parcheggiata lì come se fosse di qualcun altro, e invece la bici era proprio la mia. Mortacci de Paolo Belli: quel ritardato non si è degnato nemmeno di nasconderla in un altro quartiere. Non ha nemmeno perso il tempo di smontare i pezzi per rivenderseli a Porta Portese – s’è fregato giusto le lucette.  Il Signore lo protegga per l’eternità.

Intanto però se la pia nder culo.

Prima di chiudere devo ringraziare molte persone: 1. Mio padre, che aiutandomi materialmente nel recupero della bicicletta, ha parzialmente espiato la colpa di avermi dato la vita in un mondo in cui possono fregarti la bicicletta e sciogliere il Partito Comunista. In meno di venticinque anni. 2. Paolo Belli, per l’ingenuità mostrata subito dopo il furto 3. La mia amica Silvia che si era offerta di regalarmi un’altra bicicletta 4. Nino Rucola che mi avrebbe prestato volentieri la sua 5. Dio, che ancora una volta si è mostrato Grande attraverso le piccole cose 6. Vittorio de Sica, per tre ragioni: aver messo al mondo Christian; aver valorizzato al meglio la sua parentela con il sicario di Lev Trotzkij; aver girato quel meraviglioso film che mi ha illuminato sull’importanza della bicicletta nella vita . 7. Il mio socio, che mi ha dissuaso dall’idea di non suicidarmi, in vista di una volontaria, definitiva riconciliazione con Dio.

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